lunedì 24 marzo 2008

Eritrea : diritti umani negati

La bella notizia di Magdi Cristiano Allam convertito dall’Islam al Cattolicesimo in piena Resurrezione,dopo un mezzo sorriso di compiacimento,mi riporta mio malgrado alla triste realtà dei miei tanti compaesani eritrei che invece ricevono il loro “forzato e violento” battesimo dal cristianesimo all’islam, non all’interno di una cattedrale vestita a festa, bensi all’interno delle carceri eritree e il più delle volte dentro le loro case ed uffici pubblici.

Non parlo delle zone di confine ormai terre dell’islam, ma della piccola e grande città di Asmara, mia città natale. Una città splendida cresciuta all’ombra della cultura italiana dove le scuole pubbliche gestite dai Comboniani o dai Salesiani ,tanto per citare un esempio,non avevano nulla da che invidiare ai college europei.
Ricordo una città dove convivevano in armonia più culture e più religioni e dove il sangue versato dagli eritrei per gli italiani durante la guerra andava a compensare quello versato appunto dagli italiani per il bene dell’Eritrea.

Ecco, questa eritrea non c’è più. I diritti umani vengono quotidianamente calpestati attraverso arresti , deportazioni, torture e mutilazioni.
Secondo le ultime fonti ci sono tuttora 2000 cristiani in carcere per motivi di fede ed altrettanti per motivi politici;un inferno governato da un governo filoislamico amico e protettore delle coorti islamiche libere di “canonizzare all’islam” un popolo da sempre orgoglioso della sua religione Copta dove le sue donne con altrettanto orgoglio portavano a vita ,tatuata sulla fronte, una croce copta simbolo di una storia e di un modus vivendi.
Tutto cancellato.

Pensare questo popolo in perenne fuga da questo inferno, attraversando di volta in volta altri inferni come il Sudan e poi la Lybia in cerca d’aiuto da parte del loro fratello maggiore (leggi Italia),mi sgomenta.
Mi sgomenta perché l’Italia che ricordano, non c’è più. Anche qui, tutto cancellato.
Nel frattempo Prodi, nel suo recente viaggio in Eritrea da buon opportunista,se ne è ben guardato dal parlare di diritti umani; dimenticandosi tra un sonno e l’altro,del cordone ombelicale che da sempre lega l’Italia al popolo Eritreo . D’altronde cosa si può chiedere ad un governo Prodi che è fuggito in massa pur di non incontrare il Dalai Lama e tuttora flirta con il terrorismo islamico?
Dobbiamo solo aspettarci l’invio delle corti islamiche in Italia in cambio di qualche commessa o futura privatizzazione? I segnali ci sono tutti.



venerdì 21 marzo 2008

Schiavi senza catene

Italia città aperta.
Detta cosi sembra il titolo di un vecchio film del neorealismo italiano che ai più anziani come me provoca un grande senso di nostalgia e smarrimento. Invece per chi ci osserva da lontano in mezzo alle dune o dietro le ex bandiere rosse o lungo la Senna,è semplicemente la pellicola ingiallita della nostra italietta che alimenta i loro sogni di conquista.

Italia città aperta come le sue carceri dopo l’indulto o grazie ai PM oberati dal lavoro e dalla politica.
Italia città aperta come le sue aziende e banche pubbliche regalate ai francesi di turno come l’Alitalia oggi e la Wind regalata agli arabi ieri, per non parlare della SME e dei faccendieri vecchi e nuovi imprenditori collusi con la nostra classe dirigente.
Italia città aperta come le sue frontiere diventate ormai crocevia di armi,droghe e denari .Aperte allegramente e senza controllo a spregevoli mercanti di uomini,bambini e donne destinati al mercato dell’illecito sotto l’occhio benevolo ed accondiscendente del politicamente corretto.

Come possiamo definirci una nazione civile se ancora oggi permettiamo a questi mercanti il rapimento e lo sfruttamento di ragazzini e ragazzine destinate alla prostituzione e al furto buttati come barattoli vuoti in mezzo alla strada?
E’ mai possibile vedere impotenti la continua e meccanica distruzione fisica e psicologica di questi nuovi schiavi senza catene?

La mia domanda è semplice. Avete mai sentito la nostra classe politica parlare o solo accennare nei loro pomposi programmi ad effetto di diritti civili negati?
Souad Sbai con l’Associazione O.D.D.I.I.lo sta facendo

Il 13 e 14 aprile ricordiamocelo

giovedì 20 marzo 2008

O.D.D.I.I. Diritto-Libertà-Progresso

In questo periodo in cui tutti parlano di libertà e doveri come alcune associazioni pseudo pacifiste dove il loro concetto di libertà è quasi sempre a forma di fisarmonica che degenera a seconda del colore politico impattato,esiste invece chi in silenzio e con grande dignità si occupa seriamente di libertà, doveri ed anche di diritti in maniera apolitica ,apartitica,aconfessionale: sto parlando dell’Osservatorio Del Diritto Italiano ed Internazionale. www.oddii.eu L’ODDII ha come Segretario nazionale una donna di grande coraggio ed onestà intellettuale come Souad Sbay attuale candidata alla Camera con il PdL,e come Presidente nazionale un’altra donna battagliera e di altrettante qualità morali e di grande spessore come Adriana Bolchini nostra Presidente nazionale e direttore del sito www.lisistrata.com Dico nostra perché ho avuto l’onore e l’onere di rappresentare l’ODDII nel Veneto. La battaglia sarà dura ma sono sicuro che la vinceremo anche perché l’associazione Impegnati www.impegnati.it che rappresento nel Veneto assieme ad altre forze politiche darà sicuramente il suo notevole contributo. Da buon liberale ho pertanto accettato volentieri e con grande entusiasmo questa nuova sfida:una sfida tutta centrata nella difesa dei diritti umani ,dell’ambiente , del patrimonio e dei beni culturali:temi a me come a tutti voi,da sempre molto cari e bandiera del mio/nostro quotidiano. Vi invito a visitare il sito www.oddii.eu

martedì 18 marzo 2008

Fabbrica di idee Liberali



Nasce una nuova Associazione: Impégnàti

Dall'esperienza dei Liberali per l'Italia abbiamo preso il "virus" della politica e della cultura liberale. Dalle amicizie e dai rapporti instauratisi in questi anni abbiamo visto germogliare una verità profonda, che è poi la causa reale dello schifo della nostra vita politica: chi potrebbe cambiare le cose se ne sta comodamente a casa sua, in poltrona, impassibile di fronte allo sfascio di quello che fu il più bel Paese del Mondo.

Da questa motivazione nasce la nostra Associazione. NON vogliamo essere un ennesimo partito politico. Abbiamo una chiara missione, distillata dal nostro impegno politico liberaleebasta degli ultimi anni.


La nostra Missione

“Impegnati”... si può pronunciare con enfasi sulla “e” (impègnati) e/o sulla “a” (impegnàti).


Impègnati è la prima parte della nostra missione: motivare e spingere la gente perbene a tornare ad occuparsi della propria “res publica”. Vogliamo parlare a tutti gli italiani stufi dello schifo di questa italietta. Vogliamo attirare chi non si è mai impegnato, chi lo è stato ma se ne è allontanato, chi critica ma non si schiera, chi va al mare o in montagna, chi non vota più.



Impegnàti è la seconda parte della nostra missione: permettere grande visibilità, utilizzando tutti gli strumenti del network offline ed online, a chi ha deciso di impegnarsi condividendo la nostra battaglia ideale. Vogliamo esserci e mostrarci. Vogliamo promuovere, far conoscere, comunicare agli italiani perbene l’esistenza di una nuova classe dirigente che non ha paura di scendere in campo e che è pronta alla battaglia liberale, meritocratica, semplificatrice, moralizzatrice da realizzarsi dentro le istituzioni ma anche, laddove necessario, al loro margine.


"Vogliamo essere una fabbrica di idee, pratiche politiche liberali e soprattutto di persone impegnate a realizzarle con rigore morale ed onestà intellettuale". (Leggi --->>)




Il nostro Logo

Il nostro logo è una farfalla, l'animale che meglio raffigura la trasformazione. Una farfalla multicolore: dalle ali azzurre (il DNA italiano), rosse, bianche e verdi (la Bandiera) e dal corpo giallo, come il nostro cuore liberale. (Leggi --->>)

Il nostro Statuto

Lo Statuto che ci siamo dati conta 15 articoli. Ci è sembrato semplice e quanto meno burocratico possibile. Si può votare pe r posta elettronica e partecipare alle assemblee via skype. E' vero, prevede una piramide organizzativa: ma noi tutti- che lavoriamo in azienda- sappiamo che tutte le grandi imprese hanno chiare regole di Governo. Non vogliatecene e mandateci pure i vostri suggerimenti e commenti. (Leggi --->>)


Corsivetti

Il Tesoro ha appena dato il suo OK alla cessione dell'Alitalia ai francesi. Il titolo ha perso oltre il 30% in Borsa. L'Alitalia sopprime una buona parte dei suoi voli. Ci saranno oltre 1.600 esuberi. Dal 1° Aprile, Malpensa perderà il 70% delle sue rotte. Il Consiglio di Stato ha dato parere negativo alla proposta Airone di acquisire l'Al italia.

Questo vuol dire amare l'Italia e pensare a rinforzarla...

Complimenti al governo Prodi! Sentiti complimenti.


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domenica 16 marzo 2008

Alitalia come Wind ?

Le prossime nomine dei vertici IRI ,quelli della banda del buco tanto per intenderci, sono state ufficialmente congelate fino a prossime elezioni,cosi dicono,ma in verità solo sospese e in attesa di redistibuzione del potere ; pena lo scoccare di avvisi di garanzia. La pentola Wind sta bollendo !
Facciamo un passo indietro.
Circa 30 anni fa un bolognese simpatizzante russo mentre già iniziava a prendere per i fondelli gli italiani allenandosi con un pendolino in cerca dell’ex Statista Aldo Moro assassinato poi dalle BR dalle cui fila dirette ed indirette sono poi usciti fior di politici attualmente classe dirigente,iniziava a chiudere gli occhi difronte a questa lunga e lenta rapina ai beni di Stato.
Basti ricordare l’affaire Olivetti prima e SME poi cedute per un piatto di lenticchie ad imprenditori spregiudicati tanto per capire le ultime rapine fatte ai nostri danni come la Telecom e la Wind regalata poi agli arabi.

La banda del buco forte del detto “duro perché faccio”, e forse ancora in nome e per conto della famosa banca d’affari Statunitense sembra però non ancora paca e serena o con il desiderio di appendere il piede di porco al chiodo,tanto da voler tentare l’ultimo colpaccio (anche loro tengono famiglia..),con la vendita,pardon, con la svendita dell’Alitalia alla Gauche.
Ormai si tratterebbe solo di piccoli dettagli e della firma della proprietà (leggi sindacati),e poi il gioco è fatto. I francesi d’altronde da gran signori quali sono ed in previsione di future penali (leggi Malpensa),si sono subito offerti di pagare l’Alitalia un terzo in meno di quanto proposero qualche mese fa.
Non che io abbia particolari simpatie per l’elefantiaco e parassitario ente statale come la nefasta Alitalia ; ma a questo punto visto il tipo di scambio,piuttosto che regalarla ai francesi,mi domando e qui la mia richiesta diventa forte…se non sarebbe più corretto farla definitivamente fallire,mandando a casa tutti gli esuberi ,assunti negli anni dall’azienda Alitalia sicuramente non per esigenze operative ma decisamente per qualche altro motivo …e farla rinascere davvero una volta per sempre libera ed efficiente nelle mani di una cordata italiana di indubbia provenienza politica ?

Il 13 aprile ricordiamocelo e speriamo che assieme a quei cialtroni che ci vorrebbero governare e che ci hanno governato,si iniziasse per davvero a mandare via anche questa razza predona di manager di Stato che tutto hanno fatto e potranno fare meno che gli interessi dello Stato.
Alitalia come la Wind?

…..per questo vi invito a leggere quanto riportato da questo sito che consiglio a tutti di inserire tra i vostri preferiti www.lisistrata.it