sabato 18 ottobre 2008

Silvio, di qualcosa di Liberale


Joe the Plumber, ha vuotato il sacco. Ebbene si, Joe non era il Joe diventato simbolo ed icona dei due potenziali futuri Presidenti d’America ; Joe the plumber,alias Bepi l idràlico Venziano doc, ieri sera al telefono me lo ha confidato . Dice,sono un ex socialista scappato in America perché all’epoca in Forza Italia si entrava solo se si pensava Liberale mentre in America si faceva carriera solo se si parlava Liberal,un po’  come adesso  nel PDL che si entra e si fa carriera solo se ti presenta un socialista e hai la tessera democristiana.

Ineccepibile.

Bepi in questo momento è un uomo distrutto e lo capisco. Alla mia domanda,cosa farai adesso,la risposta è stata lapidaria. Sono un ex socialista e merito (da non confondere con Meritocrazia),rispetto e carriera.

 

In via confidenziale. Due le ipotesi sul futuro di Bepi l’idràlico:

a)      partecipare alle prossime elezioni amministrative di Venezia dentro le fila del PDL ormai diventato il nuovo Hotel Raphael.

b)      o andare in soccorso rosso da Cacciari realizzando gratis tutti gli impianti idraulici delle villette destinate ai suoi concittadini Sinti in cambio di un assessorato.

Insomma non è cambiato nulla e nemmeno l’America è riuscita a cambiare un socialista.

 

Fatto sta che di tutta questa storia,il mio amico romano Mariano,di professione rosticciere,è particolarmente in..cavolato,visto poi che oltretutto conserva dei socialisti il triste ricordo dei polli rubati.

Questa la sua domanda:

 

perché lo Stato anziché abbassarmi le tasse come promesso incentivando la piccola e media impresa,o anziché detassare gli stipendi dei miei dipendenti e privatizzando l’impossibile,mi chiede invece i soldi per aiutare le banche fallite ? Le stesse banche che poi si rifiuteranno di aiutare la mia impresa e che poi faranno fallire,a differenza dell’Alitalia dei Colannino,della Fiat degli Agnelli e la PA sempre più al riparo dalla recessione?

 

Sembrava un sogno ed in effetti stavo sognando .Tutto il resto è vero ,non ci sono più i liberali di una volta,non c’è una cultura liberale e peggio ancora di tutto questo gli italiani ancora non se ne sono accorti  con chi debbono  fare i conti.

martedì 14 ottobre 2008

Petizione contro Violante


Non mi fido di Violante
In vista delle prossime nomine dei giudici della Corte Costituzionale da parte del Parlamento e del Presidente della Repubblica siamo fermamente contrari alla designazione dell’on. Luciano Violante. Non riteniamo accettabile che sia nominato membro della Consulta uno dei personaggi più ambigui della recente storia d’Italia, le cui implicazioni nell’utilizzo della giustizia a fini politici, in assenza delle forme più elementari di garantismo costituzionale, devono ancora essere chiarite a fondo. Le sue recenti aperture di dialogo nei confronti dell’attuale maggioranza, in merito in particolare alla riforma della giustizia, appaiono, infatti, meramente strumentali e non possono in alcun modo far dimenticare un’intera carriera costruita sulla parzialità, sul giustizialismo e sulla commistione tra politica e magistratura. Nell’equilibrio tra poteri necessario alla nostra democrazia, non reputiamo tollerabile che un esponente politico così smaccatamente di parte, e quindi privo della imprescindibile imparzialità di giudizio, sia chiamato a giudicare la costituzionalità delle leggi approvate dal Parlamento eletto dal Popolo Sovrano. Facciamo, quindi, appello al Parlamento ed al Presidente della Repubblica affinché nominino al suo posto quali giudici costituzionali insigni giuristi che diano garanzia di adempiere imparzialmente il proprio mandato, nel rispetto esclusivo della Costituzione e scevri da pregiudizi e condizionamenti ideologici.
http://www.petitiononline.com/violante/petition.html, cliccare sul tasto "Click Here to Sign Petition", inserire nome e e-mail (che rimarranno anonimi se lasciate l'opzione Private, oppure li posso vedere solo io se cliccate su "Available to Petition Author", oppure saranno visibili a tutti se inserite ovviamente "Public"), confermate ed è fatta.
 
Aderisce alla petizione
Comitato Controcorrente
 
Alessandro del Noce
 
Osservatorio del Diritto

domenica 12 ottobre 2008

Gli Italiani visti dall'islam


Dacia Valent in vacanza a Capri
da http://www.verbavalent.com/
Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.
Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.
Non lo siete.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.
Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.
Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.
Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.
Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.
Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.
Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality.
Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d'azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l'hanno dato meglio di voi.
Non solo quelli al governo (o che fanno capo all'area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.
Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.
Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.
Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.
Dite che non è così?
Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.
Ditelo a mio fratello, bastardi.
Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.
Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.
Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.
Dacia Valent

sabato 11 ottobre 2008

La scuola (in) finita.


Fedele come sempre all’equazione “se non va bene al sindacato,allora è un bene per l’Italia”,sento il dovere di mettermi dalla parte del Ministro Gelmini.

Ieri a Venezia quattro gatti,ma dico proprio quattro gatti di numero,hanno bloccato per tutta la sera lo snodo che da Venezia permette ai pendolari il rientro alla terra ferma. Operai e dipendenti penalizzati come sempre dal sindacato capace di fare del male a loro piuttosto che ai veri destinatari.

 

Si, non riesco a capire per quale motivo durante una manifestazione sindacale (politica),a pagare debbano poi essere sempre i più deboli. Che so,trovo più efficace ad esempio nel caso di uno sciopero indetto contro la Sanità,lavorare  gratis senza far pagare il tiket al “popolino” piuttosto che bloccare i servizi sanitari pubblici facendo magari morire un pensionato o un utente qualunque che non si può permettere la clinica privata. Un gesto di sinistra,no?

Potrei fare un altro esempio sui trasporti dove anziché bloccare i treni penalizzando gli utenti,si potrebbero farli correre gratis facendo lavorare (il che gli farebbe bene una volta ogni tanto),anche i sindacalizzati di professione. O no?

Ma siamo in Italia e allora è inutile parlarne..siamo e rimaniamo una succursale sovietica.

 

Tornando alla Gelmini,le cose non cambiano.

La scuola ,lo sappiamo tutti,a cominciare dal 68 ha pagato il suo 11 settembre,cioè da quando è stata trasformata da “scuola”in una “fabbrica sindacale” gestita da insegnanti politicizzati e impreparati,con il tempo sempre più simili a dei militanti di lotta continua che a rappresentanti della cultura;un po’ come lo stesso tumore che vive dentro la magistratura. Gramsci d'altronde lo aveva pontificato.

 

La scuola quindi,e qui  lo sanno anche i paladini della scuola pubblica come Santoro e Rutelli( che a ragione di ciò mandano i loro figli a studiare dalle suore), è tutta da rifare senza perderci più in chiacchiere pensando di costruire sulle macerie di una istituzione ormai distrutta dalla cultura comunista.

 

Allora ben venga il voto in condotta e tutto quello che può ristabilire un minimo di disciplina e di ordine mentale a cominciare dai zoticoni dei studenti figli degli ex sessantottini ,o da quelli che vivono incollati al grande fratello e che vedono il mondo solo da you tube.

 

Vogliamo una scuola del MERITO fatta da insegnanti seri e preparati e che devono rendere conto della loro preparazione ogni fine anno. Vogliamo una scuola sana sia dal punto di vista giuridico,etico e morale come da quello economico. Altrimenti facciamola fallire una volta per tutte e rifacciamola daccapo con regole e insegnanti e soprattutto con alunni educati;anche se però si dovrebbe iniziare ad educare molti genitori ignoranti spesso peggio dei figli.

Basta privilegi e scorciatoie.

venerdì 10 ottobre 2008

E delle banche arabe nessuno ne parla?



Ricevo da una fonte attendibile e trasmetto:
Nel mondo dell’informazione ufficiale, nel rendere conto dei vari andamenti borsistici, mancano dei dati.
Quali? Quelli che riguardano il mondo arabo e le sue meravigliose banche (che per una sciocca moda vengono visti come “isole felici”). Controllando anche oggi le pagine elettroniche di Corriere della Sera e Repubblica, ossia i due quotidiani più venduti in Italia, si parla di cadute borsistiche in USA, in Europa, nell’Estremo Oriente. Difficile trovare il resto del pianeta, anche se il “Corsera” odierno riporta addirittura l’America Centro-Meridionale. Ma niente informazione sul mondo arabo. Allora andiamo a vedere come sta questo mondo arabo-maomettano che, secondo alcuni, dovrebbe aiutare l’economia nostrana.
L’economista saudita Abdulwahab Abu-Dahesh parla di catastrofe che ha colpito le borse arabe. L’analista Ahmed Hefnawi afferma che ormai è panico, dato che tutti i settori sono stati colpiti dalla crisi, tanto che, in alcuni casi, ci sono state perdite per il 65%. Negli Emirati Arabi Uniti, solo in questa settimana, ci sono state perdite anche per il 25%. Il quotidiano Bahrein Tribune oggi parla di “bagno di sangue”, dato che, negli ultimi quattro giorni, i mercati arabi hanno bruciato sui 200 miliardi di dollari. L’economista kuwaitiano Hajjaj Bukhdur afferma che in molti chiedono interventi governativi per tamponare la crisi (con iniezioni di liquidità).
Controllando gli andamenti di borsa degli ultimi giorni, si può notare che la borsa di Dubai, ad inizio settimana, ha perso quasi il 7% e oltre il 35% da inizio anno. Il relativo mercato immobiliare ha perso circa l’11%. Nell’EAU, la borsa Abu Dhabi Securities Exchange ha perso il 4,7%, mentre il mercato immobiliare il 9%. La borsa kuwaitiana ha perso il 3,6%. La borsa di Doha, nel Qatar, ha perso il 7%, mentre la borsa dell’Oman il 2,8%.
Anche nei giorni successivi ci sono state perdite, in particolare nel settore bancario e in quello immobiliare. Ad esempio, nel settore immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, la Deyaar, appartenente alla Dubai Islamic Bank, un paio di giorni fa perdeva oltre l’8%. Altrettanto la Sorouh Real Estate. La borsa dell’Arabia Saudita perdeva il 7%, mentre quella egiziana oltre il 16% (borsa che, complessivamente, in circa sei mesi ha perso la metà del suo valore). L’indice saudita Tadawul All-Shares ha perso oltre il 43% nel corso dell’anno. Dubai ha concluso in perdita ulteriormente (quasi il 10% nella giornata di ieri), finendo ai livelli più bassi da un paio di anni a questa parte (e nonostante annunci di investimenti governativi), mentre l’immobiliare Emaar ha perso il 10%. La borsa di Doha ha perso un ulteriore 8,3% (la più grossa perdita in un singolo giorno da molti anni a questa parte).
Guardando ad una realtà non araba, ma ugualmente maomettana, la borsa indonesiana è chiusa da un paio di giorni, avendo perso il 20% del suo valore solo nell’arco di una settimana.
Un caro saluto