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domenica 16 novembre 2008
Antisemitismo
http://www.memritv.org/clip/en/0/0/0/0/0/0/1903.htm
domenica 2 novembre 2008
Obama e il suo socialislamismo;un nuovo 11 settembre

Sulla crisi finanziaria che ci ha travolti tutti,si è detto tutto ed il contrario di tutto,d
Alcuni lo hanno fatto in buona fede,molti altri invece un po meno.
Una mente fine, e al di sopra delle parti come il giornalista Michele Santoro alcuni giorni fa ce ne ha dato conferma.
Ad Anno Zero (telekabul), infatti era andato in scena il processo al sistema liberale, a detta loro fucina di ingiustizie sociali e di cannibalismo finanziario;insomma un tipico esempio di giornalismo fatto con il pollice rovesciato da una parte contro di noi ed una musichetta rassicurante,stile il mega spot di Obama dall’altra .
La notizia rassicurante per noi figli di un Dio minore, sempre a detta di Anno Zero,doveva essere la finanza islamica,passata indenne (?),dal cataclisma finanziario dei sub prime e quindi salita di fatto nell’olimpo del politicamente corretto, come il nuovo modello da importare,in quanto portatrice sana di valori etici e morali lontana dalle logiche liberticide e prevaricatrici del modello liberale;un modello,quello nostro capace solo di produrre non ricchezza e benessere per tutti come abbiamo sempre pensato,ma soltanto ingiustizie sociali.
Ora,detto tra noi sinceramente queste cose fanno veramente sorridere e respingere il pacco al mittente con ricevuta di ritorno;dette invece ai figli del modello statalista non solo riempiono il loro cuore di speranze ma finiscono forse con l’accecargli quel poco di sale in zucca che hanno.
Ma andiamo con ordine.
Nel mondo sembra che qualcuno ci stia preparando o ad una eventuale terza guerra mondiale come naturale sbocco o sblocco del mercato,o in alternativa, ad una futura scelta di modelli sociali. Due in particolare modo.
E cioè,una volta archiviato il liberismo per questi signori,lo sbocco naturale dovrebbe avvenire tra la scelta del modello Liberal (socialista),o il modello Islamico di cui nessun analista o giornalista fino ad ora ne ha mai parlato. Due modelli catastrofici,quello islamico e quello Liberal, che (purtroppo per noi),al momento si incarnano in una sola persona:Barak Obama.
Precisazione.
- Il modello islamico non è vero che sia uscito indenne dall’attuale crisi Delle banche arabe e non è nemmeno auspicabile prenderlo come esempio di civiltà,perlomeno fino a quando la “viltà” dell’occidente finge e non inizia a fare i conti con i diritti civili continuamente calpestati dalla loro religione e visione della vita,sia economica che sociale,che per loro è tutt’uno.
Questa dovrà essere e sarà, a mio parere, la grande sfida liberale che il destino ci ha riservato;sempre e se mai il nostro mondo ormai fin troppo invecchiato ed appiattito solo sulla guerra al Vaticano,riuscirà a capire che l’islam non è poi cosi tanto diverso dalla chiesa del medio evo,ma forse lo è ancora più feroce
- Il modello Liberal ,quello che in questi giorni si sta impunemente presentando al mondo come la risposta al modello Liberale ,quello nostro con la E finale, invece è ancora più osceno e vergognoso.
Vergognoso perché nessuno dice che la causa dell’attuale catastrofe finanziaria è partita proprio dalla loro visione progressista del mondo durante l’era Clintoniana. La polpetta avvelenata dei sub prime è stata condita,preparata e infornata da loro.
L’idea dei Liberal di dare una casa a tutti attraverso il Fair Housing and Equal Opportunity del dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano (HUD),come deterrente al disagio sociale prodotto da chi si sentiva emarginato,ha infatti e di fatto allentato tutte le maglie dei rigorosi criteri di prestiti delle banche . Le banche che non si allineavano venivano infatti “politicamente colpite”,il che per una banca significava avviarsi alla morte; di questo spero che un giorno
Un po’ come quello che è successo in piccolo,anche in Italia con i governi Prodi,dove le banche concedevano o regalavano facili mutui a tutti,in particolare modo agli extracomunitari privi di garanzie,in nome di una politica d’integrazione figlia della follia socialista.
Conclusione e speranza.
I Liberal sappiamo che sono sempre stati una sciagura per il mondo intero sia in politica estera come in quella economica. Immaginarli in futuro seduti allo stesso tavolo assieme ai terroristi islamici,ci dovrebbe far riflettere e sperare che il mediocre Mc Cain e il buon senso degli americani con l’auspicabile sconfitta del “torbido” Obama,ci evitino l’apocalisse della civiltà occidentale.
domenica 26 ottobre 2008
Finiremo come l'Argentina
I recenti crash di prestigiose banche d'affari stanno dimostrando quanto sia marcio il sistema. Northern Rock, Nomura, UBS, CitiBank, Fannie Mac, Societe Generale, Bear Stearns, Lehman Brothers. E chi sarà il prossimo ? Ma credete veramente che il nostro paese ne sia indenne ? Falliranno anche banche italiane, basta solo aspettare: alla faccia di tutti quegli analisti comprati, che se ne uscivano e se ne escono tutt'ora con affermazioni del tipo: non vi preoccupate perchè l'Europa è immune da tutto questo. Già, come se fosse possibile non essere contagiati dal più grande bubbone finanziario di tutti i tempi. Debiti sfrenati, perizie gonfiate, mutui farlocchi, prodotti derivati come la dinamite e per finire bilanci cabriolet. Molti risparmiatori e correntisti avranno presto un'amara sorpresa: cucù il denaro non c'è più ! Il rischio di polverizzazione dei conti correnti è alle porte, avrei anche il nome di tre istituti di credito italiani in pole position per affiancarsi alla lista delle morti bancarie negli USA. Mi piacerebbe farne il nome, ma è troppo rischioso. Il consiglio che vi posso dare è quello di estinguere al più presto il proprio appoggio bancario aperto presso il tal gruppo bancario di turno e migrare verso qualche piccola cassa rurale o banca di credito cooperativo. Non fidatevi delle grandi dimensioni: le recenti cronache finanziarie dimostrano che sono proprio le grandi realtà ad essere in grave crisi, a causa del ricorso al profitto indiscriminato ed al dividendo civetta. Cercatevi una piccola realtà bancaria con poche filiali e senza manie di grandezza. Pregate in ogni caso che questo basti. L'effetto domino potrebbe travolgere chiunque ed arrivare ovunque in ogni caso. Chi sta per acquistare un suv, ci rinunci e consideri l'idea di comprare un kilo di oro fisico. Sarà una delle poche certezze che vi rimangono. Sempre per restare in tema di certezze farlocche presto scoppierà anche la seconda crisi del sistema bancario, quella dei crediti iscritti in bilancio come poste esigibili, quando nella realtà ormai sono imprenditorialmente inesigibili. Ricordate che rispetto all'Inghilterra ed agli Stati Uniti, la situazione di noi europei è tutt'altro che rassicurante: infatti ogni paese dell'unione è privo di una banca nazionale che possa intervenire e trasformarsi in prestatore di ultima istanza. Dubito che in caso si verifichi una Northern Rock in Italia, la Banca Centrale Europea possa prestare denaro a fondo perduto proprio come fece la Banca Centrale d'Inghilterra con la Northern Rock. Le redini del sistema finanziario globale sono sfuggite di mano: immaginabile conseguenza collaterale della globalizzazione. Il diabolico volano sperequativo che ha spudoratamente arricchito pochi soggetti (solitamente gruppi multinanzionali) a scapito della classe medio borghese, adesso sta presentando il conto: la perdita dei posti di lavoro a tempo indeterminato ha generato una nuova classe sociale che può continuare a vivere solo ricorrendo al debito. Debiti per tutto: per la casa, per l'auto, per i vestiti, per le vacanze e per la busta della spesa. Soluzioni non ne esistono. Purtroppo. Dimostrazione palese sono proprio i continui interventi delle Banche Centrali, seguiti dai relativi commenti ridicoli a non preoccuparsi. Nemmeno i burattinai (ammesso che siano tali) sanno come intervenire per curare il malato moribondo. Nel frattempo molti voi perderanno la casa, il lavoro, la dignità e la speranza di vita per se ed i propri figli, oltre ai quei quattro soldi che si trovavano giacenti e dormienti sui conti correnti. Temo che questa volta non si accetteranno e subiranno passivamente le spiacevoli conseguenze delle prossime ed imminenti tempeste finanziarie (come ad esempio il fallimento della propria banca o la perdita dei propri risparmi). La rabbia sarà tale che sprigionerà sentimenti ed impulsi di linciaggio e vendetta, stile quelli visti in Argentina otto anni fa. Qualcuno potrà sorridere a queste mie affermazioni o chiavi di lettura, proprio come sorrise e mi derise quando diciotto mesi prima parlai di un nuovo 1929 alle porte. Mai come prima, questa volta ognuno sarà veramente artefice del proprio destino.
domenica 19 ottobre 2008
Firma anche tu,contro le Province!

Cari Amici,
anche io come ogni persona perbene vorrebbe vedere dimezzare i costi della politica ;noi di www.aboliamoleprovince.it ci stiamo provando. Fino ad ora abbiamo raccolto la bellezza di circa 27 mila firme, cercando di dare la nostra prima picconata contro lo “Stato dello Spreco”,considerato che i politici non lo faranno mai.
Ventisettemila firme però sono ancora poche e per questo abbiamo bisogno mai come adesso dell’aiuto di tutti voi,del passa parola e del volontariato nella raccolta firme.
Per questo oltre alla nostra quotidiana raccolta firme, abbiamo deciso di dedicare una giornata nazionale per la raccolta firme in tutte le città Italiane da farsi il giorno 15 novembre. Per chi come noi ,che non è abituato a scendere nelle piazze,so che è difficile,ma credo che sia giunto il momento di dimostrare alla Casta che anche la gente perbene sa reagire.
Per chi volesse quindi aiutarci in questa grande sfida,oltre che ringraziarvi,vi invito a visitare
So, che tra di voi ci sono mainstream,blogger,studenti , imprenditori,operai,casalinghe...la società civile tutta. Quella vera. Per questo ognuno di voi potrebbe rendersi utile alla causa in tutte le maniere, sia a cominciare fisicamente dalla raccolta firme che facendo informazione.
Tutti siete utili e i benvenuti.
Grazie per la pazienza e l’attenzione. Vi aspettiamo.
In ottemperanza alle leggi sulla Privacy. Se non vuoi ricevere più questa newsletter rispondi semplicemente inserendo nel “subject” la parola: cancellami
sabato 18 ottobre 2008
Silvio, di qualcosa di Liberale

Joe the Plumber, ha vuotato il sacco. Ebbene si, Joe non era il Joe diventato simbolo ed icona dei due potenziali futuri Presidenti d’America ; Joe the plumber,alias Bepi l idràlico Venziano doc, ieri sera al telefono me lo ha confidato . Dice,sono un ex socialista scappato in America perché all’epoca in Forza Italia si entrava solo se si pensava Liberale mentre in America si faceva carriera solo se si parlava Liberal,un po’ come adesso nel PDL che si entra e si fa carriera solo se ti presenta un socialista e hai la tessera democristiana.
Ineccepibile.
Bepi in questo momento è un uomo distrutto e lo capisco. Alla mia domanda,cosa farai adesso,la risposta è stata lapidaria. Sono un ex socialista e merito (da non confondere con Meritocrazia),rispetto e carriera.
In via confidenziale. Due le ipotesi sul futuro di Bepi l’idràlico:
a) partecipare alle prossime elezioni amministrative di Venezia dentro le fila del PDL ormai diventato il nuovo Hotel Raphael.
b) o andare in soccorso rosso da Cacciari realizzando gratis tutti gli impianti idraulici delle villette destinate ai suoi concittadini Sinti in cambio di un assessorato.
Insomma non è cambiato nulla e nemmeno l’America è riuscita a cambiare un socialista.
Fatto sta che di tutta questa storia,il mio amico romano Mariano,di professione rosticciere,è particolarmente in..cavolato,visto poi che oltretutto conserva dei socialisti il triste ricordo dei polli rubati.
Questa la sua domanda:
perché lo Stato anziché abbassarmi le tasse come promesso incentivando la piccola e media impresa,o anziché detassare gli stipendi dei miei dipendenti e privatizzando l’impossibile,mi chiede invece i soldi per aiutare le banche fallite ? Le stesse banche che poi si rifiuteranno di aiutare la mia impresa e che poi faranno fallire,a differenza dell’Alitalia dei Colannino,della Fiat degli Agnelli e la PA sempre più al riparo dalla recessione?
Sembrava un sogno ed in effetti stavo sognando .Tutto il resto è vero ,non ci sono più i liberali di una volta,non c’è una cultura liberale e peggio ancora di tutto questo gli italiani ancora non se ne sono accorti con chi debbono fare i conti.