martedì 30 settembre 2008

Impegnati








Da http://www.impegnati.it/



L'amore per la tradizione caratterizza e qualifica un popolo. Non c'e' nulla di cui vergognarsi se, giovani e vecchi, si gode per riti e costumi sempre uguali a se' stessi. Vergognarsi sarebbe come dire alla Ferrari di togliersi il suo cavallino. E la gente di Monaco, gaudente, perpetua le sue tradizioni secolari facendoci sopra anche un bel business


Chi di voi e' stato all' Oktober Fest di Monaco?
Chi di voi lo ha fatto non per cuccare ragazze ma per bere con gli amici di sempre?
In questi giorni la gente di Monaco celebra se' stessa. Passeggiare per la citta' vuol dire incontrare uomini e donne orgogliosi di mostrare le radici piu' profonde della citta'. Trachten, Dindeln, generose scollature o pantaloncini corti si sprecano.
I cittadini di Duesseldorf, di Hannover, di Berlino guardano le tende zeppe di giovani e attempati e si stupiscono... "da noi non e' cosi'". Il principe di Schaumburg & Lippe paghera' 350 euro per notte pur di respirare l'aria di Schottenhamel o del Kaefer.
Nei meeting di business della mattina le cravatte sono quasi bandite e le giacche bavaresi o le camicie a quadretti biancorossi sono d'obbligo.
Nelle tende dell'Oktober Fest si balla da sempre Udo Juergens ("griechischer Wein") o Gloria Gaynor ("I will survive) o Umberto Tozzi ("Ti amo") e 5.000 persone sprizzano serenita' e felicita' (di stare assieme) da tutti i pori.
Amici si rincontrano di anno in anno per ballare sopra i tavoli le musichette di cui sopra. Si chiama il cameriere e si ordina il Mass (1 litro) di birra per fare Prosit (cin cin) con chiunque capiti a tiro (uno "scambiamociilsegnodellapace" laicissimo).
Una mia amica che lavora in Sudafrica ha preso le sue 3 settimane di ferie annuali per vendere orsetti di pelouche nella tenda dell'Hyppodrome (3.000 persone a notte che ballano sino alle 23... Ramadan tedesco).
Volkswagen, BMW, Booz, McKinsey, Baker & McKenzie ed altri attori del capitalismo continentale hanno riservato tavoli per le 2 settimane per essere certi di trovare sempre un posto libero.
La festa di Ottobre. La celebrazione delle radici e delle ragioni che tengono assieme un popolo, felice di stare e di festeggiare assieme.
Quanto faccia bene questa attitudine alla societa' e all'economia bavarese e' presto detto. In quale altra citta' si vendono 6 milioni di litri di birra in 20 giorni?
L'O Fest e' un vantaggio competitivo permanente per la citta' di Monaco. Nessun paese del mondo e della Germania potra' mai offuscare, copiare, rubare questa festa popolare e queste tradizioni. E nessun cittadino di Monaco vorra' mai mancare alla celebrazione della sua peculiarita' e delle sue radici.
Ci siamo diilungati e ripetuti sul tema dell'amore e del rispetto verso le tradizioni di un popolo. La Destra Liberale ha da sempre difeso questa attitudine ed anzi chiamato "alle armi" quegli italiani non spaventati dal dover affermare di amare il proprio passato.
Ma, purtroppo, molti italiani (cittadini e partiti) remano contro... cosi' contro che ci sta venendo voglia di regalar loro un biglietto aereo (incluso hotel) per far vedere loro da vicino l'orgoglio del popolo di Monaco per la sua (solo sua) Oktober Fest.

sabato 27 settembre 2008

Un certo De Benedetti


Sembrerebbe,la notizia è da prendere con le pinze, che all’ONU,Prodi sia riuscito a rubacchiare un ruolo di rilevo,forte dell’esperienza e dei danni fatti in Italia.
Carletto De Benedetti invece sembrerebbe che abbia deciso di rinnegare l’Italia in cambio di cittadinanza(leggi trenta denari,d’altronde l’uomo non fa niente per niente), dalla più grande nazione massone europea,quale la Svizzera.
Ma cosa sta succedendo?

Insomma, a parte le ventilate e mai mantenute fughe all’estero dei vari Eco,Travaglio, Santoro,in pratica tutti quelli che nel piatto ricco dell’Italia ci sguazzano bene,sembrerebbe che un po’ alla volta inizieremo a liberarci della parte malata e ripugnante dell’Italia.
Oddio,senza esagerare,perché se mai dovessimo davvero compilare una lista dei cattivi,qui nella patria del Bel Sole ci rimarrebbe ben poco.

Piccola premessa. Intanto come cittadino italiano, porgo le mie scuse anticipate alla Svizzera.

E’ doveroso,anche perché forse ,anzi sicuramente,questi signori non conoscendo il passato di Carletto in tutte le sue funambole trasformazioni,da anticomunista quale era all’epoca dei suoi esordi con l’Avvocato,o ai suoi trascorsi con Calvi e al tesoretto del Banco Ambrosiano, e a tutte le sue spericolate(?), incursioni finanziarie,fino all’abbraccio mortale con la magistratura che stranamente in piena tangentopoli lo interrogarono per sole due ore,il tempo magari di mettersi d’accordo,piuttosto che per tutti i scheletri dell’epoca…..certo non possono immaginarsi chi si stanno mettendo in casa.
Noi,da parte nostra ringraziamo. Magari un giorno potremmo dire “..un certo De Benedetti”,ce lo siamo tolto di mezzo.
Adesso aspettiamo solo l’annuncio del suo Generale Maximo,di ritorno dalla sconfitta militare ordita e pianificata contro la civiltà giudaico cristiana,proprio da Carletto. Si,è sempre lui…un certo De Benedetti.

La mia preoccupazione adesso, è cosa faranno i suoi fidi e fedeli soldatini delle varie testate giornalistiche ?
Forse si prepareranno a fare alla guerra a Colannino,allo stesso uomo che dopo avergli sfilato( al loro padre padrone), l’Olivetti e adesso l’Alitalia, forse voleva ridurre in miseria proprio Carletto come a suo tempo promesso da D’Alema a Berlusconi?
Ingegnere stia tranquillo,la nuova razza padrona non sarà mai peggiore della sua anche se non ci sarà più Mr. Why not Prodi a difenderla.


giovedì 25 settembre 2008

RAZZISMO


COMUNICATO STAMPA L’O.D.D.I.I. Osservatorio del Diritto Italiano e Internazionale, Lisistrata il magazine on line e il blog Controcorrente, denunciano una forte campagna discriminatoria contro la popolazione italiana, portata avanti scientemente e proditoriamente da elementi che hanno in odio gli italiani e la pacifica convivenza fra i popoli. Non è un caso che in ogni situazione nelle quali un immigrato subisce un’aggressione, indipendentemente dalle motivazioni che l’hanno generata, fra le quali non raramente troviamo episodi di dubbia responsabilità, come per il giovane ladro di Milano e dei 6 concorrenti della camorra Casertana, viene avviata una vera e propria campagna d’odio a sfondo ideologico e razziale contro la popolazione pacifica italiana, che è costretta a subire offese e danneggiamenti di ogni natura, quando non si trasformano in aggressioni violente. Se si valutassero i fatti con equità allora dovrebbe accadere anche il contrario e cioè quando degli italiani subiscono ad opera di immigrati o all’estero aggressioni, rapine, violenze ed omicidi, le stesse voci che urlano al razzismo degli italiani, se fossero in buona fede dovrebbero urlare al razzismo degli stranieri contro gli italiani. Bastino questi esempi per tutti: Gorgo al Monticano 2007 - Picchiati e torturati barbaramente fino alla morte, «con atti di incredibile efferatezza», Lucia Comin, 60 anni, e il marito Guido Pellicciardi, 67, all'interno della dependance attigua a villa Durante, da una banda di criminali, che avrebbe anche violentato la donna prima di finirla. I due omicidi sono l'albanese trentacinquenne Naim Stafa e Alim Bogdaneanu, rumeno di 21 anni. Perugia 2007 – Una giovane americana Meredith viene assassinata dall'ivoriano Rudy Hermann Guede. Bologna 2007 - Una studentessa napoletana di 24 anni scesa in strada per buttare la spazzatura, è stata bloccata da due uomini, nordafricani, che con un coltello l'hanno minacciata e costretta a salire in macchina e violentata a turno. Tor di Quinto Roma 2007 – Barbara Reggiani mentre rientrava a casa, è stata assalita, violentata e torturata fino alla morte e gettata in un fosso, come immondizia da un rumeno di etnia rom. Landriano (Pavia) 2008 - Italiano 47enne, si reca in farmacia per acquistare medicinali per il figlio appena dimesso dall’ospedale e subisce una violenta e selvaggia aggressione ad opera di tre nordafricani, che lo rapinano e massacrano con una mazza da baseball mandandolo all’ospedale dopo avergli rotto la vertebra cervicale (nessuno dice che potrebbe restare paralizzato). Turchia 2008 – Violentata e uccisa in Turchia Pippa Bacca, l’artista italiana che vestita da sposa, portava la pace nel mondo. Si è chiusa in tragedia la performance itinerante "Brides on Tour", progetto volto a favorire il dialogo tra popoli. Adriana Bolchini Gaigher Presidente nazionale O.D.D.I.I. Per ulteriori informazioni 392/2168838 – 02/36595798 Mail to: lisistrata2@virgilio.it http://www.lisistrata.com/

mercoledì 24 settembre 2008

Non è colpa del Liberalismo



Da http://www.impegnati.it/





Siamo di fronte ad un nuovo 1929. Fra chi dice no, ni e si spunta un pericolo fantasma: alcuni soloni se la stanno prendendo con il liberalismo. Ed allora occorre domandarsi se stiamo realmente assistendo alla vittoria dell'interventismo pubblico in economia e se questa sia la sconfitta del liberalismo. Ogni persona intellettualmente onesta non può non sapere che il liberalismo difende il singolo cittadino contro ogni tipo di potere (economico, politico, burocratico, etc). Quindi cerchiamo le altre vere cause di questa crisi, senza andare a puntare il grilletto contro gli innocenti.


Sta accadendo qualcosa di grande. Da un anno a questa parte la finanza internazionale sta mettendo a dura prova le coronarie di investitori e azionisti. Si sono susseguite chiamate di soccorso, salvataggi in zona Cesarini, fallimenti, depressioni di addetti ai lavori, riduzione drastica di stipendi e ritorni economici.
Un nuovo '29?
Per il CdS: no, perchè sono drasticamente mutate le condizioni: le banche centrali pompano crediti e finanziamenti per evitare il collasso laddove nel 1929 fecero esattamente il contrario. Per Mario Draghi: ni, perchè si tratta di una delle crisi più gravi a memoria d'uomo. Per la Repubblica: si, anzi, saremmo ad un passo dalla fine e i salvataggi della Federal Reserve (Fannie Mae, Freddie Mac e AIG su tutti) testimoniano di un cambio di rotta filosofico: il governo del paese più liberista al mondo interviene in strettissima "logica IRI" per salvare il salvabile.
E' questo l'aspetto che ci interessa maggiormente, visto che qualcuno sfrutta la crisi dei mercati mondiali per togliersi i sassolini dalle scarpe e parlar male di libero mercato e del suo difensore principale: il liberalismo. Stiamo realmente assistendo alla vittoria dell'interventismo pubblico in economia? E' questa la sconfitta del liberalismo?
La crisi finanziaria del 2008 non è una crisi del liberalismo. Se le banche erogavano mutui inerogabili, se questi venivano impacchettati e rivenduti (e quindi ricomprati) in tutto il mondo, se un ciclo economico meno favorevole ha fatto scendere i prezzi delle case, aumentare i beni di prima necessità e mettere a rischio le rate dei mutui delle famiglie e se Bush/Greenspan hanno drogato i mercati non intervendo su bolle speculative o su tassi di indebitamento anormali... beh cosa c'entra il liberalismo con tutto questo?
Scrivono Gros e Micossi sul Sole 24ore: "Siamo di fronte a un colossale aggiramento dei requisiti di capitale imposti alle banche contraenti dagli accordi di Basilea".
Repetita iuvant: la dottrina liberale afferma che occorre avere poche norme e poche leggi (stato minimo) ma queste poi devono essere fatte rispettare costi quel che costi (separazione dei poteri e certezza della pena) ed in questa cornice normativa vinca poi il migliore (meritocrazia). C'è di più: il liberalismoebasta dei padri fondatori dell'Italia affermava la necessità di un sano equilibrio finanziario (bilancio in pareggio) e di una forte identità statale (non sta forse la tanto vituperata bandierina del PLI a significare uno sfrenato amore per la Patria, per le nostre tradizioni e per le decisioni a difesa dei cittadini italiani?).
Scrive Innocenzo Cipolletta sul Sole 24ore: "Le regole della concorrenza non sono un atto di fede al dio Mercato, ma sono le regole che consentono ai cittadini (imprenditori, risparmiatori, lavoratori e consumatori) di scegliere ed operare, sapendo prevedere l'eventuale intervento pubblico e le modalità di azione delle proprie controparti, in quanto ci sono delle regole valide per tutti, che li mettono in condizioni di parità e il cui rispetto è garantito da autorità indipendenti.... in questo senso le regole del libero mercato funzionano come una norma costituzionale che consente ai singoli di operare, sicuri che i loro diritti non saranno toccati neppure dalle autorità".
Ora, i soloni di Repubblica gongolano vedendo la mano pubblica americana intervenire per salvare aziende private decotte e malgestite. E dicono che senza lo Stato la crisi sarebbe di dimensioni incalcolabili. Hanno ragione, è tutto vero. Senza i salvataggi già effettuati i mercati sarebbero nel panico (e sembra che lo siano, nonostante tutto). Il soccorso della Fed americana sta cercando di controbilanciare e curare i sintomi di una crisi senza precedenti.
Ma a me ricordano le lacrime di un coccodrillo. Non voglio entrare nei tecnicismi delle pratiche di risk management o dei meccanismi di compensi stratosferici legati a risultati di brevissimo periodo. Questa crisi mondiale è nata da assenze di controlli accurati, è stata facilitata dal mito del consumismo a tutti i costi che ha reso tutti colpevoli di ricercare fonti sempre più facili di guadagni sempre in crescita.
Chi doveva controllare (non dico gli hedge funds o i derivati, ma più semplicemente l'erogazione di semplici mutui personali) non lo ha fatto. Chi doveva alzare i tassi di interesse in un periodo nel quale tutti correvano a far crescere la massa monetaria non lo ha fatto. Chi speculava su aumenti dei prezzi degli immobili non è stato tassato, etc.
La Fed ha dormito. E Greenspan non deve avere la coscienza del tutto tranquilla. Sono mancate le leggi e i controlli. E tutti gli operatori hanno vissuto, drogati, in un mondo di piramidi finanziarie fatte di carta.
Perchè prendersela con il liberalismo?
Ogni persona intellettualmente onesta non può non sapere che il liberalismo difende il singolo cittadino contro ogni tipo di potere (economico, politico, burocratico, etc). Noi vi abbiamo dedicato un'intera sezione di questo sito, sin dal 2002 e quindi in tempi non sospetti (naviga -->>). Invece questo non si è verificato in America (dove i risparmiatori hanno comprato bond di Lehman pensando di comprare titoli AAA) così come non si è verificato in Italia (Parmalat e Cirio). E' proprio la mancanza di una rule of law (codice normativo) la causa principale di questa crisi. E' stato l'ipercapitalismo, l'iperbonus di fine anno, l'iperquoziente tra debito ed assets ad aver originato la crisi.
Non il liberalismo. Non la dottrina a servizio e difesa del cittadino qualunque.

Mario Caputi

domenica 21 settembre 2008

Il processo Mills

Il processo Mills ( su AGENZIARADICALE del 20 settembre 2008)
Sto seguendo con crescente sconcerto questo processo Mills che vede il Tribunale di Milano, presieduto dalla dottssa Nicoletta Gandus, impegnato nell’intento di arrivare alla condanna dell’avvocato inglese allo scopo di costituire un precedente per condannare Silvio Berlusconi quando il Lodo Alfano non lo proteggerà più. Ammesso e non concesso che effettivamente ci sia stata “corruzione in atti giudiziari” (a sentire questa frase reboante la gente chissà cosa immagina sia avvenuto di mostruoso, di indegno, di infamante, di inverecondo, di iniquo, di criminale… ) quale sanzione prevede il codice penale ? Non certa mente l’ergastolo. Trovo perciò poco serio il solito accanimento in questo ennesimo processo contro Berlusconi ( anche la Repubblica ha contato tutti quelli subiti dal ’94 ad oggi, e sono tanti ) solo per dare materia ai vari DiPietro, Travaglio, Santoro, Flores d’Arcais, Serra, Bocca, Scalfari, Tabucchi, D’Alema, Oscav Luigi Scalfavo e Guzzanti ( la raffinata signorina che, sicura di fare satira, augura al Papa di andare all’infero per essere sodomizzato in eterno da diavoli superdotati ), di invocare il rispetto del principio costituzionale secondo cui “legge è uguale per tutti”. Un principio sacrosanto. Però a nessuno di questi difensori della Costituzione, nemmeno alla Presidente Gandus e al PM De Pasquale ( chissà se è lo stesso che moltissimi anni fa ebbe a che fare con un certo ing. Cagliari detenuto in attesa di scarcerazione…), a nessuno di loro viene in mente una vicenda che ha scandalizzato tutto il mondo civile. Dopo aver scontato pochi anni di carcere è stato liberato per avere deciso di collaborare con la Giustizia, e adesso se ne sta tranquillo a casa sua, un certo Giovanni Brusca, il mafioso che il 23 maggio ‘92 fece saltare in aria Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Un criminale che nel corso del processo dichiarò “ Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l'auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo ( lo sciolse nell’acido dopo averlo strangolato con le mani ), che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso . Molti più di cento, di sicuro meno di duecento”. Mi viene da pensare che un sistema-giustizia che ammette simili orrori, e non se ne vergogna, dovrebbe essere più attento all’ habeas corpus nel formulare certe accuse e nel celebrare certi processi. Sempre nel rigoroso rispetto dell’art. 3 della Costituzione.
Gerardo Mazziotti g_mazziotti@yahoo.it