mercoledì 27 febbraio 2008

I BENGALESI PRETENDONO IL PERMESSO DI SOGGIORNO

Cari Amici,come avevo previsto e anticipato in un mio precedente post,il governo Prodi, dopo le prove generali delle primarie per ottemperare ai propri obblighi(leggi pagare la cambiale),con i cittadini del Bangladesh e chissà di chi altri....vuole regalare la cittadinanza ai clandestini per manipolare il responso delle nostre urne.

Volentieri pubblico questo comunicato stampa del sindacato di polizia COISP che ho raccolto sul portale LISISTRATA uno dei pochi portali veramente LIBERO.


Migliaia di bengalesi pretendono il permesso di soggiorno –Una circolare del Ministero dell’Interno sta creando scompiglio a tante Questure. Dietro la pretesa dell’aiuto umanitario probabile il tentativo di regolarizzare la propria posizione da parte di migliaia di cittadini clandestini in Italia da anni, oltre al rischio che si nascondano stranieri che non dovrebbero vedersi concesso il permesso a soggiornare nel nostro Paese in quanto con precedenti penali. Una recente circolare del Ministero dell’Interno, la n. 400/C/2008/128/P/1.281 del 9 gennaio scorso, sta creando scompiglio a tante Questure ed in particolare in quella di Roma. Si tratta di un’informativa rivolta a Prefetti e Questori i quali vengono invitati a non procedere con le espulsioni riguardanti i cittadini del Bangladesh presenti in Italia a motivo del drammatico ciclone SIDR che ha colpito quel paese provocando 10.000 morti. Considerato che la situazione del paese colpito rende sconsigliabile i rimpatri – afferma in buona sostanza il Ministero – è realisticamente ipotizzabile sospendere temporaneamente l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione dei cittadini del Bangladesh: di fronte a tragedie simili bisogna predisporre in maniera responsabile tutte le azioni umanitarie possibili che siano finalizzate, per esempio, al ricongiungimento familiare o a deroghe speciali che agevolino uomini, donne e bambini ritrovatisi improvvisamente in oggettiva e inaspettata difficoltà. Ma, con identica responsabilità, bisogna essere vigili e prudenti affinché dietro le determinazioni predisposte dal Ministero che, di fatto, consentiranno il trattenimento nel nostro Paese di questi immigrati, non trovino un immeritato riparo anche quelle persone la cui espulsione dall’Italia è non solo legittima ma pure doverosa. “Il nostro timore è che la suddetta Circolare ministeriale stia creando disservizi e ingenerando non poche preoccupanti perplessità” – esordisce Franco Maccari, il Segretario Generale del COISP ossia il Sindacato Indipendente della Polizia di Stato. “Se da una parte è assolutamente lodevole l’invito ai Prefetti ed ai Questori affinché favoriscano e agevolino le pratiche di ricongiungimento familiare, – continua Maccari – altri aspetti della medesima circolare appaiono inquietanti, come quello in cui – dopo aver premesso l’emergenza causata dal ciclone in Bangladesh – il Ministero scrive che «Ne consegue che tale situazione di fatto integra anche il giustificato motivo del trattenimento nel territorio dello Stato di cui all’art 14, comma 5 ter del D.Lgs. n. 286/98, determinando la non procedibilità a carico di quegli stranieri che si trattenessero oltre il termine previsto dal comma 5 bis» che tradotto – dice sempre il Segretario del Co.I.S.P. – significa rischiare concretamente, anzi avere la certezza, che resteranno nel nostro Paese anche i clandestini o coloro i quali non ne hanno diritto (si parla di circa 15.000 persone), fra cui gente che delinque”. Il rischio evidente è quello di vedere gente senza scrupoli sfruttare a proprio vantaggio, e addirittura pretendendolo, una situazione di emergenza nata in realtà per ragioni umanitarie. “Ed è un rischio che non dobbiamo correre – prosegue Maccari, che nel frattempo vede che si sta creando il caos: parecchie migliaia di cittadini del Bangladesh hanno invaso improvvisamente le Questure, specialmente quella di Roma, chiedendo allo stato italiano l’asilo politico e la regolarizzazione dei documenti. Il dirigente dell’ufficio stranieri della questura romana, dopo una settimana di panico e affollamento, ha correttamente affermato che l’asilo politico non è la strada giusta, anzi la questione dell’alluvione rientra nel criterio della “inconsistenza” della domanda senza considerare inoltre che, per procedere, bisognerebbe prendere le impronte onde verificare che la persona non abbia precedenti penali. Lo scenario è dunque molto disordinato. “La Circolare ministeriale – afferma ancora Maccari – ha creato delle aspettative nei cittadini del Bangladesh, ma non ha previsto una doverosa regolamentazione che evitasse spiacevoli contraddizioni: così mentre tutti i richiedenti pretendono l’asilo politico, giustamente gli uffici competenti lo negano per le ragioni sopra esposte. Di conseguenza stiamo addirittura assistendo in questi giorni alle proteste in piazza e alla minaccia di ricorrere al TAR pur di avere l’asilo politico”. E Maccari conclude: “Come si vede è una faccenda nata male che può essere risolta puntualizzando, visto che se ne avverte l’urgenza, che il «giustificato motivo di trattenimento nel territorio nazionale» esclude in maniera categorica chi abbia precedenti penali. Ma per far ciò auspichiamo una «nuova» classe dirigente del Paese, oramai prossima, attentissima alla problematica.” La Segreteria Nazionale del Co.I.S.P. mailto:ufficiostampa@coisp.ithttp://www.coisp.it/