domenica 6 luglio 2008

Zapatero,Di Pietro ed il crocefisso...

Sembra che il filo rosso che lega Zappa-la-tera ,alias Di Pietro e Zapatero, alias De Pedro stia tutta li, dentro le stanze,i salotti ed i congressi socialisti

Intanto,il primo,tra un affare e l’altro, sembra strizzare l’occhio alle tecniche di comunicazione fasciste dove il Duce trebbiava e lavorava la terra mentre elaborava ed applicava la dittatura,ed il secondo da buon Imam quale è ,sembra invece applicare tutte le tecniche comuniste di depistaggio pur di non ammettere il fallimento della sua politica economica,salita agli onori internazionali grazie solamente al grande e duro lavoro del precedente governo Aznar.
Insomma tutti e due i Zappa-la-tera in sostanza sembrano impegnati a distrarci dalla realtà.

Questa storia del crocefisso e della laicità poi, mi sembra anche più elegante rispetto alla sovietica difesa della feroce lobby della magistratura militante che in questi giorni si sta giocando in Italia. Per cui preferisco fermarmi sul primo.

Premetto che togliere il crocefisso dalle sedi pubbliche dopo averlo già tolto dalle anime dei singoli attraverso la demonizzazione della religione cristiana da decenni a questa parte,lo trovo piuttosto tardivo. Ma mi offende lo stesso.
Mi offende sentirmi tolto in perfetto stile Soviet,un segno che ha accompagnato la cultura e le tradizioni di uno Stato e di un’Europa che è stata la culla della civiltà occidentale, specie in un momento in cui la stessa civiltà sembra abbia perso la sua voglia di lottare e difendere i suoi valori, solo per fare spazio ad un’altra religione atea (in futuro forse l’islam tanto caro al chic politicamente corretto), e sfacciatamente fatta passare per laica. No, io non ci casco.

La laicità e tutt’altra cosa rispetto alla cattofobia che anima le menti liberal, e questo per un liberale con la e finale,che si è sempre nutrito di laicismo ,non sfugge o non sfuggono i “poteri forti” che si annidano e si celano dietro questa apparente e sacrosanta battaglia liberale. Ma il punto è proprio qui, perché tutto questo non ha nulla a che vedere con il liberalismo ma è solo figlia di un disegno “socialista” che ogni liberale conosce bene,per cui non mi inoltro più di tanto.
Come direbbe Zappa-la-terra Di Pietro,ma che c’azzecca il socialismo con il liberalismo?
Nulla.

Dal socialismo nascono e sono sempre nate le grandi dittature,a cominciare da quella fascista tanto cara a Di Pietro,per finire a quella comunista tanto cara a Zapatero… per non parlare poi di quella nazista tanto caro all’islam ormai padrone dei nostri destini occidentali.

Dal liberalismo invece nascono e possono nascere le risposte di una società civile e libera,dove il singolo torni veramente ad essere attore della propria libertà,anche se purtroppo devo riconoscere che mancando una classe dirigente degna di questo titolo perché incapace di re-inventarsi o di sfuggire al canto della morte socialista o del PD nel caso Italia, il cammino si fa sempre più duro.

Cosa dobbiamo aspettarci a breve? Forse che venga in mente ad un altro idiota e magari ad uno di quelli a libro paga dei poteri forti,di toglierci anche il simbolo della nostra bandierina,cosi da non disturbare la suscettibilità dell’invasore e solo perché considerata una scelta da relegare nella propria sfera privata,in nome della laicità?
Dio, ci salvi dagli idioti e dai lestofanti.

C.Saragozza

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