lunedì 2 giugno 2008

Il Caimano a Venezia è di sinistra.


Il Caimano è di sinistra,e normalmente vive nascosto nella laguna veneziana;a volte appare e riesce anche a fare una capatina in piazza Ferretto a Mestre,attraverso i giornali e le televisioni locali,ormai diventati il suo tappetino personale. Di fatto questi giornalisti provinciali,lo temono.

Sto parlando di Massimo Cacciari,il filosofo delle mezze vie e del pensiero debole. Dopo Costa è in pratica la iattura più grande che poteva capitare ai cittadini di Mestre in primis e poi dei veneziani;ovviamente escludendo i poteri forti delle corporazioni locali che da questa “filosofia del caimano”,continuano ad ingrassare il loro orticello e vivere di rendita.



Mestre è ormai diventata una latrina della criminalità etnica,del degrado sociale. Non ultimo qualche giorno fa in via Mestrina alcuni balordi si sono accoltellati a due passi da un asilo nido;lo stesso a cui gli era stato già politicamente espropriato il giardinetto antistante dagli stessi balordi che l’hanno trasformato in una loro baraccopoli sotto lo sguardo consenziente dell’assessore al decoro che a suo parere (bontà sua), non ci vede nulla di pericoloso.



Il Caimano d’altronde è troppo impegnato a dilapidare i nostri soldi nella costruzione di opere faraoniche come l’inutile ponte di Calatrava, come l’interminabile Tram di Mestre e il fallimentare

(da un punto di vista progettuale),nuovo ospedale,della nuova biblioteca da 10 milioni di euro. Opere faraoniche fatte a misura di questo piccolo uomo megalomane circondato da comunisti e affaristi (che poi sono la stessa cosa), coscienti di essere detestati dalla gente perbene,dalla maggioranza silenziosa,ma forti del silenzio della stampa locale.



Pane et Circensum,sembra sia diventata la parola d’ordine di tutte le amministrazioni di sinistra,e a maggior ragione a Venezia;per le altre cose dalle infrastrutture alla mobilità,dagli asili nido e la sicurezza,alle rapine legalizzate dei vigili urbani sempre più corpo di non prevenzione e più corpo bancomat ai danni dei cittadini indifesi,sono cose che al Caimano non interessano.Troppo popolane e volgarmente materiali per essere affrontate in chiave filosofica.

Unica nota positiva (per lui !), in compenso a Mestre è stato deciso,sempre dal Caimano,di costruire un villaggio a spese nostre ma destinato agli zingari,gli stessi che hanno distrutto la tranquillità dei cittadini con le loro malefatte.

Una decisione questa a detta del filosofo, irremovibile!



Bene sig. Sindaco. Ce lo ricorderemo anche noi e come lei ci ricorderemo di essere irremovibili tra circa un anno alle prossime elezioni comunali quando assieme ai cittadini perbene la cacceremo a pedate come hanno fatto gli italiani,con il suo mentore Prodi

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