sabato 11 ottobre 2008

La scuola (in) finita.


Fedele come sempre all’equazione “se non va bene al sindacato,allora è un bene per l’Italia”,sento il dovere di mettermi dalla parte del Ministro Gelmini.

Ieri a Venezia quattro gatti,ma dico proprio quattro gatti di numero,hanno bloccato per tutta la sera lo snodo che da Venezia permette ai pendolari il rientro alla terra ferma. Operai e dipendenti penalizzati come sempre dal sindacato capace di fare del male a loro piuttosto che ai veri destinatari.

 

Si, non riesco a capire per quale motivo durante una manifestazione sindacale (politica),a pagare debbano poi essere sempre i più deboli. Che so,trovo più efficace ad esempio nel caso di uno sciopero indetto contro la Sanità,lavorare  gratis senza far pagare il tiket al “popolino” piuttosto che bloccare i servizi sanitari pubblici facendo magari morire un pensionato o un utente qualunque che non si può permettere la clinica privata. Un gesto di sinistra,no?

Potrei fare un altro esempio sui trasporti dove anziché bloccare i treni penalizzando gli utenti,si potrebbero farli correre gratis facendo lavorare (il che gli farebbe bene una volta ogni tanto),anche i sindacalizzati di professione. O no?

Ma siamo in Italia e allora è inutile parlarne..siamo e rimaniamo una succursale sovietica.

 

Tornando alla Gelmini,le cose non cambiano.

La scuola ,lo sappiamo tutti,a cominciare dal 68 ha pagato il suo 11 settembre,cioè da quando è stata trasformata da “scuola”in una “fabbrica sindacale” gestita da insegnanti politicizzati e impreparati,con il tempo sempre più simili a dei militanti di lotta continua che a rappresentanti della cultura;un po’ come lo stesso tumore che vive dentro la magistratura. Gramsci d'altronde lo aveva pontificato.

 

La scuola quindi,e qui  lo sanno anche i paladini della scuola pubblica come Santoro e Rutelli( che a ragione di ciò mandano i loro figli a studiare dalle suore), è tutta da rifare senza perderci più in chiacchiere pensando di costruire sulle macerie di una istituzione ormai distrutta dalla cultura comunista.

 

Allora ben venga il voto in condotta e tutto quello che può ristabilire un minimo di disciplina e di ordine mentale a cominciare dai zoticoni dei studenti figli degli ex sessantottini ,o da quelli che vivono incollati al grande fratello e che vedono il mondo solo da you tube.

 

Vogliamo una scuola del MERITO fatta da insegnanti seri e preparati e che devono rendere conto della loro preparazione ogni fine anno. Vogliamo una scuola sana sia dal punto di vista giuridico,etico e morale come da quello economico. Altrimenti facciamola fallire una volta per tutte e rifacciamola daccapo con regole e insegnanti e soprattutto con alunni educati;anche se però si dovrebbe iniziare ad educare molti genitori ignoranti spesso peggio dei figli.

Basta privilegi e scorciatoie.