sabato 23 febbraio 2008

Tengono Famiglia

Ricevo e volentieri pubblico un post segnalatomi dall'amico Amos a cui non sfuggone le cose interessanti della blogsfera.

Fonte >> http://www.teatrinodellapolitica.com/

Tengono Famiglia

E smettiamola con questa ipocrisia nazionale sul precariato. Con la manfrina degli stipendi bassi! Con la storia degli eterni fanciulli bamboccioni che preferiscono mammellare tra le mura domestiche perché no tengo trabajo! Suvvia! Dobbiamo smetterla di deprimere il Paese con queste lagne. Il lavoro in Italia sovrabbonda, straripa, trabocca. siamo tutti superaffaccendati nelle nostre fruttuose faccende lavorative. E per giunta, con salari da capogiro. Non è una diagnosi da post-grappino! Sono seria e realista: i FIGLI ITALIANI campano bene. Unica obiezione: son figli sì, ma non di tutti…
In un’Italia in cui la sinistra con appena 618 giorni di avvinghiamento alla poltrona è riuscita a lottizzare consigli di amministrazioni, dirigenze pubbliche, primari ospedalieri e quant’altro, figuriamoci se il vecchio manuale Cencelli si fermava davanti le porte di “casa nostra” (la loro intendo!). Uno strisciante nepotismo che coinvolge grandi e piccini.
A dirigere l’orchestra, l’inamovibile trionfatore delle nostre top list: il nepotismo accademico del Professor Prodi e famiglia. Romano, già ottavo dei nove figli dell’ingegnere Mario Prodi nella cui famiglia (sette fratelli e due sorelle) la maggior parte dei fratelli sono o sono stati docenti universitari (Giovanni Prodi di matematica, Vittorio Prodi di fisica ed anche eurodeputato, Paolo Prodi di storia moderna, Franco Prodi di fisica dell'atmosfera, Giorgio Prodi di patologia generale). “Tradizione” tramandata anche ai figli del Presidente. Insomma, i Prodi sono così “pensanti”, che lavorano tutti nell’ambito universitario o ricoprono cariche politiche.... E tutto senza “spintarelle” eh! E’ andata bene anche Giulio Napolitano, figlio del più noto Giorgio, prima docente romano, poi consigliere per la presidenza del Consiglio. E anche alla consorte Clio, avvocato specializzato in diritto del lavoro, per molti anni nell’ufficio legislativo della Camera dei deputati. Un grande classico del nepotismo di sinistra è Vincenzo Visco. Suo figlio – un ragazzo preparato che ha avuto il posto solo per meriti propri – ha dimostrato che i ragazzi non sono affatto bamboccioni! Assunto a Sviluppo Italia, Gabriele ha dimostrato di essere all’altezza di uno stipendio mensile di 15.000€. Tutto suo padre… Come l’agenzia governativa che gli ricarica il del conto corrente, controllata anch’essa al 100%, dal dicastero di Via XX Settembre dove siede Augh! il grande capo di famiglia. Stessa location, altro nome (tanto che Gian Antonio Stella sul Corriere parlò di «Sviluppo Parenti) per Sergio Mattarella, vecchio diccì, poi pippì, e oggi piddì. Classe 1941, ma quanto mai vispo piazzatore genealogico di Bernardo Mattarella, nipote di Sergio anch’egli consulente di SI. Anche al corretto, coerente et etico super-magistrato di Tangentopoli, Antonio Di Pietro, è scappata qualche umana debolezza: padre Ministro, figlio (Cristiano) consigliere. Entrambi guru delle infrastrutture. Le baronie feudali non potevano non conquistare anche il Mastellone Nazionale. Moglie: Sandra Lonardo candidata nel listino “bloccato” al Consiglio Regionale della Campania, e successivamente divenuta Presidente del Consiglio Regionale stesso. Figlio: Elio metalmeccanico di settimo livello, ma con tanto di etichetta Finmeccanica. Non da meno il caso di Annamaria Carloni, moglie del Governatore della Campania Antonio Bassolino, piazzata da quest’ultimo a presiedere Emily, l’associazione delle donne sponsorizzata dai vecchi DS. Largo a Mister NO, Alfonso Pecoraro Scanio, che per questioni di fratellanza riesce a dire anche SI. Marco Pecoraro Scanio, fratello del leader dei Verdi, prima calciatore del Cagliari, poi della Salernitana, dell’Avellino e dell’Ancona, poi Consigliere comunale, poi Assessore, poi…. CHAMPAGNE!... senatore. Genealogia doc in casa De Mita. Il figlio di Ciriaco, tale Giuseppe, non si è mai occupato di politica ma svolge attività manageriali nel settore dello sport. Il figlio di Michele De Mita, anch’esso Giuseppe, avvocato, ha seguito le orme dello zio Ciriaco candidandosi alle elezioni provinciali nella lista de “La Margherita” ed è ora in procinto di divenire Segretario Provinciale del PD. Infine il figlio di Vincenzo De Mita, ancora tale Giuseppe, è stato in passato Sindaco di Nusco e Consigliere Provinciale della D.C. Allontanatosi dalla politica adesso è fermamente intenzionato a rientrare. In casa diccì rispunta il nome di Remo Gaspari: Giovanni, figlio dell’ex Ministro Remo, dopo essere stato membro della segreteria del Mministro Pietro Lunardi, avrebbe ricevuto dall’Atm, Azienda tranviaria milanese, una commessa per il collaudo della linea 3 Maciachini-Comasina, per una cifra ammontante a 70.000 euro. Seggio ereditario in casa Craxi e Cossiga (figli e nipoti), Forlani e Fassino per le rispettive mogli. CLUB dei figli di papà per Massimo D’Alema, figlio di Pino D’Alema deputato del PCI, Mario Segni DC, figlio di Antonio Segni ex Presidente della Repubblica, Giorgio la Malfa figlio di Ugo La Malfa. Seggio mediatico in RAI per i figli di Mancini, Angela, Squillante, Mancino e Bernabei, Andreatta, Berlinguer, Donat-Cattin. Processo inverso per le famiglie Veltroni e Marrazzo, padri in RAI, figli in politica. Non da meno a Mediaset per i figli di Geronzi, Confalonieri, Sottile, Agnes, Loiero, Buttiglione, Scalfari (proprio lei, figlia di Eugenio, fondatore de La Repubblica). Seggi del mezzogiorno per Bertinotti, cui si vocifera abbia aiutato il cognato a diventare Presidente dell’Ente Acquedotto Pugliese. Il caso dei casi di Follini e di una moglie diventata direttrice dell’agenzia del demanio. Anche la famiglia Rutelli muove bene i primi passi con il figlio Giorgio, che passa dalle telecamere della RAI a quelle de La7. Nessun gossip su Oliviero Diliberto, ma solo perché non ha figli.
CLAP CLAP CLAP! Vero che le liste dei “figli di” sono succulente anche nel centrodestra, ma il nepotismo democristiano e della sinistra non ha eguali. Della serie, grazie papà perché tengo famiglia