martedì 8 aprile 2008

Il voto dei Liberali Veneti alla Camera


“Come non possiamo definirci cristiani?” Con queste parole Benedetto Croce ricordava a tutti che l’essenza di un liberale è quella di vivere la propria libertà come una dottrina e non come un dogma.
Partendo da questo ragionamento io assieme a vari gruppi liberali del Veneto,in sostanza l’80% circa di tutti noi,abbiamo deciso senza ipocrisia di appoggiare alle prossime elezioni,per la Camera, la Lega Nord anche per rispetto di un caro amico candidato appunto alla Camera, Corrado Callegari segretario provinciale di Venezia ed Amministratore unico di Veneto Agricoltura.

Devo dire che la Lega,in particolare modo nel Veneto, negli ultimi tempi ha fatto un salto di qualità notevole con i propri rappresentanti dimostrando a tutti che lo stereotipo leghista alla Borghezio è ormai acqua passata: Corrado Callegari, candidato alla Camera per la regione Veneto ne è un esempio. Persona dalle indubbie qualità morali ed intellettuali.

Io ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzarne tali qualità ,nonché quelle manageriali che in ogni occasione Callegari ha dimostrato di saperle cogliere ;anche l’importanza di aprire un dialogo costruttivo con il Think Tank liberale nel Veneto www.impegnati.it che opera anche a nome di vari gruppi liberali veneti,e con l'Associazione dei diritti civili www.oddii.eu attraverso il suo portale www.lisistrata.com per le future sfide elettorali. Questa è la conferma dell’intelligenza politica di Callegari.

Ho deciso di esternare questa nostra indicazione elettorale anche a nome di chi non può farlo ufficialmente,non solo per la stima verso Callegari ma perché mai come in questo momento la Lega rappresenta l’ultimo avamposto contro la sovietizzazione e l’islamizzazione della nostra società.
Basta guardare come sono gestite le nostre città Venete dagli amministratori della Lega come Treviso e Verona per capire che il nostro modello di vita non è quello che rappresenta la gestione della città di Roma del compagno Veltroni.
Per questo credo che dare il voto al PLI in questo caso è un voto perso vista anche l'attuale classe dirigente.
Questo lo dovevo soprattutto per onestà intellettuale verso tutti gli amici e simpatizzanti liberali che da giorni mi chiedono combattuti a chi destinare il loro voto.